I sindacati: “Allargare gli incentivi covid anche alla sanità privata”

La richiesta delle sigle: "Anche loro come gli altri in prima linea"

In Toscana la pandemia è stata contenuta grazie alla preminenza del sistema sanitario regionale pubblico, ma fra i protagonisti di questa emergenza ci sono state anche parti della sanità privata, del terzo settore, del sistema degli appalti nei servizi ospedalieri e sanitari in genere.

“In quel frangente – spiegano Bruno Pacini (segretario generale Fp Cgil Toscana) e Stefano Nicoli (segretario generale Filcams Cgil Toscana) -, organizzazioni sindacali e politica sono stati capaci di fare sintesi e riconoscere il valore del sistema sanitario e di tutte le donne e gli uomini che con il loro lavoro hanno garantito il contenimento dei contagi. Per realizzare questa volontà politica comune sono stati necessari tre accordi sindacali, una legge e vari atti amministrativi per un riconoscimento economico a chi stava in prima linea in quella che è stata paragonata ad una guerra”.

“Nella stagione degli eroi della sanità – vanno avanti i sindacati -, ritratti coi volti segnati dalle mascherine e con le braccia abbandonate alla stanchezza, fin da subito ci siamo impegnati in un confronto con la Presidenza della Regione affinché venisse  riconosciuto lo sforzo straordinario di tutte le lavoratrici e dei lavoratori della sanità. Messa da parte la retorica, ci si è impegnati per un riconoscimento concreto: oltre 47 milioni di euro stanziati, un elemento economico aggiuntivo per il personale sanitario, un segnale forte di gratitudine per il lavoro svolto in una fase drammatica. Avevamo capito subito che non sarebbe stato facile chiudere questo accordo, sperimentale e unico in Italia, così come sapevamo che sarebbe stata solo la prima tappa di un percorso: va incluso anche il personale operante nei servizi affidati in appalto e convenzione, i lavoratori delle Rsa e della sanità privata convenzionata, delle cooperative, gli addetti alla sanificazione,  i conduttori di mezzi di soccorso, in breve tutti i lavoratori che hanno operato rischiando il contagio e garantendo il servizio”.

“Sappiamo – si aggiunge – che non è facile costruire i presupposti normativi per un’operazione di questo tipo: è complessa, ma indispensabile per non alimentare disuguaglianze. Oggi, l’imminenza del voto regionale e l’attività economico-finanziaria limitata all’ordinario della Regione hanno congelato il percorso che avrebbe dovuto equiparare lavoratori pubblici e  lavoratori privati. La trattativa per noi non è tuttavia conclusa: da chi si candida a governare la Toscana ci aspettiamo che arrivi  da subito un segnale  forte che confermi gli impegni già presi con tutti i lavoratori. La ripresa dei contagi è un dato indiscutibile e allarmante, che ci richiama subito alla memoria la velocità con cui le curve esponenziali impattano in primo luogo sul nostro sistema sanitario.  Abbiamo un dovere verso chi in questa lotta al virus è stato in prima linea: sono gli stessi lavoratori che saranno pronti anche domani, se dovesse servire”.

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