Mortalità, a marzo l’aumento del 9 per cento rispetto ai cinque anni precedenti

L'area nord ovest è quella più colpita. Il coronavirus ha inciso sull'aumento per il 61 per cento secondo i dati Ars

In Toscana nel mese di marzo la mortalità (per qualunque causa, non solo Covid-19) è stata superiore del 9 per cento rispetto alla media degli ultimi cinque anni. È quanto emerge da una elaborazione di Ars, Agenzia regionale di sanità, sui dati Istat.

Il 16 aprile è stato reso disponibile sul sito Istat il dataset contenente i dati dei decessi dall’1 gennaio al 4 aprile, che si riferisce ai decessi per qualunque causa (e non solo per Covid-19) per una parte (1689 su 5866) dei comuni a livello nazionale, cioè quelli che hanno riportato i maggiori eccessi di mortalità. Questi decessi vengono affiancati all’andamento osservato per lo stesso periodo negli anni 2015-2019.

La prima uscita a inizio aprile da parte di Istat, che aveva considerato il periodo 1 gennaio-21 marzo, sebbene limitata ad un numero esiguo e selezionato di comuni, quindi non rappresentativo a livello regionale o nazionale, aveva visto la Toscana una delle sei regioni ad essere sotto il 50 per cento di incremento di mortalità rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente, l’ultima regione se si prende come riferimento il periodo 2015-2020. La Lombardia ovviamente guidava la triste graduatoria dell’aumento.

Il consolidamento dei dati e l’estensione del periodo di osservazione mettono ulteriormente in evidenza, la situazione particolarmente critica dei comuni della regione lòombarda, in particolare quelli della provincia di Bergamo che vede quintuplicare i decessi.

Per la Toscana, Istat ha reso disponibile i dati relativi a 90 comuni (su 273 totali) ma al fine di avere una maggiore rappresentatività regionale, l’Agenzia regionale di sanità della Toscana ha recuperato, grazie alla tempestiva e straordinaria collaborazione delle amministrazioni comunali, anche i dati dei comuni più grandi, ad esempio di tutti i comuni capoluoghi di provincia (eccetto Pisa), che non erano inclusi nel gruppo di comuni fornito da Istat. Oltre ai dati dei 90 comuni Istat, sono stati, quindi, recuperati i dati di altri 131 comuni toscani, per un totale di ben 221 comuni. Si è passati quindi, da una copertura della popolazione toscana del 31.5% del set di comuni forniti da Istat ad una copertura di oltre il 90 per cento con quelli della rilevazione Ars.

Nel periodo che va dall’1 gennaio al 31 marzo, nei 221 comuni toscani si sono verificati 10677 decessi totali. Complessivamente, nel primo trimestre del 2020, nei 221 comuni sono stati registrati 430 decessi in meno (-3.9%) rispetto alla media 2015-2019. Considerando, però, separatamente i mesi dell’anno, il confronto con gli anni precedenti mostra un aumento dei decessi nel mese di marzo: +9 per cento (318 decessi in più), rispetto alla media dei decessi nel periodo 2015-2019. Nei primi due mesi del 2020 la mortalità nei 221 comuni era stata più bassa rispetto agli anni precedenti. Un fenomeno che può ritenersi attribuibile al ridotto impatto nei primi due mesi dell’anno dei fattori di rischio stagionali (condizioni climatiche ed epidemie influenzali, più miti rispetto agli anni scorsi).

L’aumento della mortalità 2020 nel mese di marzo è più consistente tra gli uomini (rispetto alla media 2015-2019 si tratta di 218 decessi in più +13 per cento), nei confronti di quanto osservato nelle donne (100 casi in più, +5.3%). Ad eccezione della classe dei minori di 40 anni (presumibilmente attribuibile al minor rischio di incidenti stradali e sul lavoro durante il periodo di lockdown) gli incrementi di mortalità si sono registrati in tutte le classi di età (41-65 anni, 66-75 anni e maggiori di 76 anni).

Importante rilevare che l’eccesso di mortalità del campione Istat dei 90 comuni stimato al 34% si riduce al 9% dell’intero campione dei comuni rilevato da Ars.

Il maggior incremento di mortalità nel mese di marzo si osserva nell’Asl nord ovest: +18.1% rispetto alla media 2015-2019 (223 decessi in più); nella Asl centro i decessi in più nel mese di marzo, sono 97 (+6.6%) e nella sud est la mortalità nei primi tre mesi del 2020 è sostanzialmente invariata.

Le province che mostrano nel mese di marzo 2020 gli incrementi maggiori sono quelle di Massa Carrara (+42%, 96 decessi in più) e Pistoia (+24%, 70 decessi in più).

L’andamento giornaliero dei decessi dal 1 gennaio al 31 marzo nei 221 comuni toscani mostra che fino alla fine di febbraio la mortalità è stata inferiore rispetto alla media dei 5 anni precedenti. Dalla fine di febbraio si osserva un’inversione di tendenza che, al di là delle fluttuazioni giornaliere, si consolida durante il mese di marzo. Da notare che l’inizio dell’inversione di tendenza è precedente di diversi giorni alla data del primo decesso Covid 19, segnalato ufficialmente in Toscana il 9 marzo 2020.

Sono state analizzate anche le situazioni specifiche di alcuni comuni, come i comuni capoluogo di provincia, o quelli dove è avvenuto il maggior numero di decessi Covid-19. Ad esempio nel comune di Firenze la mortalità è stata inferiore rispetto agli anni precedenti anche nel mese di marzo, oltre che nei primi due mesi dell’anno. L’inversione di tendenza inizia a osservarsi, però, nel mese di aprile, sebbene questi dati siano ancora provvisori, in quanto possono risentire delle comunicazioni tardive dei decessi fuori comune.

In Toscana, nel mese di marzo sono stati segnalati 217 decessi Covid 19 e sono avvenuti in 106 dei 221 comuni analizzati finora nella survey. Se si prende a riferimento la media del periodo 2015-2019, l’eccesso di mortalità in questi 106 comuni è pari a 357 decessi in più. Quindi ad oggi i decessi Covid 19 costituirebbero il 61% dell’eccesso di mortalità. Si tratta di una stima ancora provvisoria, dato che, oltre alle fluttuazioni casuali dei decessi, è opportuno segnalare il peso determinato dalla mancanza dei dati relativi al comune di Pisa.

“L’insieme di informazioni proveniente dal campione di comuni raccolto da Ars – commenta Fabio Voller, coordinatore Osservatorio epidemiologia Ars -, è assai più probante per stimare l’eccesso di mortalità avvenuto a marzo a causa del Covid-19 ed è importante sottolineare che questo eccesso è spiegato per gran parte dalla mortalità codificata come Covid. Queste elaborazioni sono da ritenersi ancora provvisorie, considerando che l’epidemia è purtroppo ancora in atto, ma Ars ogni 10 giorni continuerà ad acquisire i dati. E’ altrettanto evidente che una valutazione più approfondita sarà possibile quando saranno disponibili le singole cause di morte ed il loro contributo agli eccessi di mortalità”.

 

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