Maxi rogo nei boschi di Pescaglia, arrestati due pastori: avevano appena appiccato le fiamme foto

I carabinieri forestali hanno trovato gli inneschi e colto in flagrante i due responsabili dell'incendio

Sono due pastori i responsabili del maxi incendio della giornata di ieri (19 aprile) nei boschi di Pescaglia. L’ennesimo rogo delle ultime settimane, una escalation che aveva fatto da qualche tempo attivare i carabinieri forestali. Che mentre scoppiava il rogo di ieri si trovavano già in zona, sul monte Piglione nord e in breve sono riusciti non soltanto a trovare gli inneschi dell’incendio ma individuare i due presunti responsabili che sono stati arrestati in flagranza di reato.

Purtroppo, però, complice il vento l’incendio è riuscito a divorare decine di ettari di bosco, ma l’indagine lampo probabilmente metterà al riparo da nuovi episodi queste colline che da qualche tempo erano piagate dal fuoco.

“L’ipotesi più accreditata circa la causa di questi eventi – spiegano i forestali – è riconducibile alla errata convinzione dei pastori che il fuoco porti ad un miglioramento del cotico erboso, che al contrario con questa pratica si impoverisce di sostanza organica e quindi di nutrimento”.

Attraverso un’analisi accurata dei dati degli incendi che negli anni si sono susseguiti, i carabinieri forestali sono riusciti ad individuare zone e periodi a maggior rischio, sono inoltre frequentemente stati rinvenuti e quindi repertati i materiali utilizzati come inneschi. Sarebbe stato comunque difficile individuare i responsabili, se non si fossero verificate alcune circostanze che hanno consentito di smascherare i due.

Una pattuglia della stazione dei carabinieri forestali di Bagni di Lucca, proprio sulla base dell’esperienza e delle conoscenze acquisite, ha ritenuto opportuno recarsi ieri alle pendici del Monte Piglione Nord nel comune di Pescaglia per svolgere una attività di prevenzione anti incendio boschivo. Mentre si avvicinavano hanno notato due piccole colonne di fumo riconducibili ad un principio di incendio. Dirigendosi immediatamente sul luogo hanno notato una autovettura che si stava allontanando dalla zona. L’area è disabitata e priva di attività di qualsiasi genere, e quindi la presenza di persone, oltretutto in periodo di divieto di allontanarsi dalla propria abitazione per l’emergenza covid19, è risultata particolarmente sospetta.

A seguito degli ulteriori accertamenti effettuati dai militari forestali della citata stazione, immediatamente coadiuvati da altro personale dei carabinieri forestali delle stazioni di Castelnuovo Garfagnana, Camaiore, Nipaaf e Gruppo, sussistendo ancora la condizione di flagranza di reato si è proceduto all’arresto dei due soggetti per incendio boschivo doloso e al conseguente sequestro del gregge di pecore ritenuto la “causa” di tutto.

Purtroppo mentre venivano svolti gli atti per l’arresto il fuoco si è esteso con incredibile velocità favorito dal vento e dall’asperità dei luoghi che ne rallentavano i soccorsi; l’incendio veniva spento solo a fine serata quando ben cinquanta ettari, tra prato-pascolo e bosco,erano stati percorsi dalle fiamme.

I carabinieri forestali, diretti per gli accertamenti del caso dalla locale Procura e coadiuvati dal comando provinciale, hanno oggi ottenuto un risultato concreto nella tutela del territorio e nella lotta all’odioso fenomeno degli incendi boschivi; l’auspicio è che eventi come questi non si ripetano perché i danni all’ambiente che producono sono incommensurabili ed i costi che rappresentano per la collettività inaccettabili.

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