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Coronavirus, i sindacati della funzione pubblica: “Niente quarantena per i sanitari asintomatici, inaccettabile”

I segretari: "Chiediamo risposte immediata all'azienda sanitaria"

Data l’emergenza coronavirus nel nostro paese, in difesa dei dipendenti pubblici degli ospedali o delle strutture sanitarie, intervengono i segretari delle funzioni pubbliche di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl: “Dispositivi di protezione individuale scarsi e assolutamente inadeguati, dipendenti costretti a stare al lavoro e a rinunciare alla quarantena, anche se entrati in contatto con persone contagiate, fino a quando non presentano sintomi evidenti. È una situazione inaccettabile che non può assolutamente andare avanti. Chiediamo risposte all’azienda sanitaria e pretendiamo soluzioni che permettano ai lavoratori di operare in tutta sicurezza all’interno di ospedali e strutture sanitarie per svolgere al meglio il loro compito che oggi, più che mai, è quello di salvare vite”.

“Chiediamo – dicono – un immediato e dettagliato riscontro in merito al programma di forniture di dispositivi di protezione individuale in essere, che dia conto non solo delle quantità e dei tempi di consegna, ma anche della rispondenza delle stesse ai requisiti tecnici necessari. La cancellazione dell’articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che dispone che i sanitari esposti a pazienti CoVid-19 non siano più posti in quarantena, prevedendone la sospensione dal lavoro solo in caso di sintomaticità manifesta o di positività acclarata, è una decisione assurda: questi operatori, pur se sottoposti a sorveglianza sanitaria, possono continuare a lavorare, potenzialmente infetti, diventando vettori involontari della diffusione del virus proprio dentro gli ospedali e nei rispettivi nuclei familiari”.

“Così si diffonde il virus – proseguono – e si finisce pure per rimanere senza personale a breve termine. Crediamo che sia necessario un tavolo di crisi specifico con il ministero della salute per il monitoraggio e la segnalazione delle situazioni più critiche, questo anche a livello di Asl Toscana nord ovest, permettendo anche ai sindacati di dare il proprio contributo. In un clima del genere ormai i lavoratori hanno paura a denunciare i problemi anche ai sindacati per le minacce e pressioni neppur troppo velate. L’emergenza impone tempestività e coerenza negli interventi e chiediamo che tutte le istituzioni, anche a livello locale,  rispondano a questo nostro appello nell’ottica della tutela dei cittadini, dei lavoratori e della miglior strategia possibile per fermare la diffusione del virus”.

 

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