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Sostegni, Confcommercio: “Il decreto presenta ancora parecchi limiti da superare con urgenza” foto

L'associazione: "I parametri per ottenere gli indennizzi troppo selettivi e le risorse insufficienti"

Confcommercio Imprese per l’Italia per le province di Lucca e Massa Carrara ha analizzato il decreto Sostegni approvato venerdì scorso dal Governo ed espresso le proprie considerazioni al riguardo.

“La prima osservazione – si legge in una nota dell’associazione – è che occorra rafforzare con decisione le risorse destinate ai ristori per le imprese e le partite Iva. Le cifre in ballo parlano in modo chiaro: si parla di 11 miliardi di euro previsti, da dividere fra circa 3 milioni di soggetti. Questo a fronte di una picchiata della spesa per i consumi, nel 2020, che secondo le stime di Confcommercio ruota attorno ai 130 miliardi di euro. Va da sé che per fronteggiare perdite enormi, si prevedono ristori di un valore complessivo pari a circa 12 volte in meno rispetto alle perdite stesse. E va da sé dunque che occorrano misure di sostegno più adeguate in termini di risorse e maggiore tempestività dal punto di visto dei meccanismi operativi. Tutto questo, continuando a rimanere urgentissimi gli interventi in materia di credito e sostegno alla liquidità delle imprese”.

“In sostanza –  insiste la nota – riteniamo che il decreto presenti ancora limiti da superare urgentemente. I parametri per ottenere gli indennizzi sono troppo selettivi e le risorse insufficienti. Si continua a riporre la speranza in un piano vaccinale sin qua contraddistinto da troppi intoppi, ma intanto le imprese non hanno più riserve per andare avanti”.

“Sono cancellate le vecchie cartelle esattoriali fino a 5 mila euro tra il 2000 e il 2010 per chi rientra in un tetto di reddito di 30 mila euro. Rate e nuove cartelle esattoriali sospese fino al 30 aprile e sanatoria ad hoc per le partite Iva in difficoltà – riassume l’associazione -. Il blocco dei licenziamenti è stato prorogato a giugno, e fino a ottobre per le aziende che usano la cassa integrazione Covid, valida fino al 31 dicembre (massimo 28 settimane), per 3,3 miliardi. Quelle con cassa integrazione ordinaria possono chiedere 13 settimane tra aprile e giugno per Covid, senza contributo addizionale. Ci sono 1,5 miliardi per l’esonero dei contributi previdenziali dovuti da autonomi e professionisti. I contratti a tempo determinato possono essere rinnovati o prorogati senza causale fino al 31 dicembre”.

Al turismo sono destinati sostegni per 1,7 miliardi, fra cui 700 milioni per le zone danneggiate dalla chiusura degli impianti di sci e 900 milioni per gli stagionali – prosegue l’associazione -. Nella relazione tecnica che accompagna il provvedimento e ne illustra le misure si legge che per le strutture ricettive nonché di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico, il canone di abbonamento alla Rai è ridotto del 30%. Una misura del tutto insufficiente, che avrebbe dovuto essere accompagnata da una cancellazione totale della cifra richiesta. Sono stanziati oltre 3 miliardi agli enti: metà nel fondo per gli enti locali, 260 milioni in quello per Regioni e Province autonome, 800 milioni per il Tpl, 250 milioni come ristoro per il mancato incasso della tassa di soggiorno, e un altro miliardo per rimborsare alle Regioni le spese sanitarie del 2020 per il Covid”.

“Per quanto riguarda la Tari all’articolo 30 comma 5 viene riportato come ‘Le utenze non domestiche che hanno intenzione di scegliere un soggetto terzo per effettuare la raccolta rifiuti, così come definito all’ art. 3 comma 12, del decreto legislativo n° 116/2020, debbano comunicare la propria opzione entro il 31 maggio di ogni anno’. Una opzione, questa, che apre alle aziende la possibilità di scegliere il proprio gestore rifiuti, con un possibile vantaggio economico – va avanti Confcommercio -. I nuovi ristori prevedono l’addio ai codici Ateco. Sono disponibili come detto 11 miliardi di euro a favore di circa tre milioni di partite Iva, tra imprese e professionisti, con un fatturato fino a 10 milioni di euro e che abbiano registrato perdite di almeno il 30% del fatturato medio mensile 2020 rispetto a quello del 2019. Le fasce di contributo sono cinque, con percentuali che vanno dal 60 al 20%, in base alla dimensione dei ricavi 2019: 60% per le imprese fino a 100 mila euro, 50% tra 100 mila e 400 mila euro, 40% tra 400 mila e 1 milione, 30% tra 1 e 5 milioni e 20% tra 5 e 10 milioni”.

“L’indennizzo arriverà con bonifico o sotto forma di credito d’imposta e andrà da un minimo di mille per le persone fisiche (2 mila per gli altri soggetti) a un massimo di 150 mila euro (in media sarà di 3 mila 700 euro) – conclude Confcommercio -. Per il turismo le risorse ammontano a 1,7 miliardi (700 milioni per la montagna, 900 per i lavoratori stagionali gli autonomi del turismo e i termali, 100 per le fiere). Al settore va inoltre una parte del fondo da 200 milioni per le imprese del wedding e della ristorazione nei centri storici, oltre a una parte dei 10 miliardi del fondo perduto. Nel frattempo il Governo ha pubblicato online i moduli per la presentazione delle domande, che verranno accettate a partire dal 30 marzo“.

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