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Parrucchieri e estetisti, oltre 900 imprese si preparano a riaprire in Lucchesia

Soddisfazione di Cna: "Siamo in grado di soddisfare le misure di sicurezza"

Le imprese sono in attesa dell’ordinanza regionale che darà ulteriori indicazioni operative, ma la soddisfazione delle oltre 900 imprese di parrucchieri ed estetiste della provincia di Lucca è evidente.

Oltre 2500 addetti sul nostro territorio potranno riprendere il proprio lavoro dalla prossima settimana, così come deciso dall’accordo con il Governo.

Una decisione che viene accolta con gioia anche dalle associazioni che da settimane si sono impegnate al massimo per ottenere questo risultato. La Cna, in particolar modo, ha da tempo sostenuto che i protocolli di igiene e di sicurezza verso gli operatori e verso i clienti erano applicati da tempo nei diversi centri.

L’associazione degli artigiani e delle pmi ritiene infatti che le misure adottati non rappresentino un limite alla riapertura. In Toscana, infatti, i protocolli di sterilizzazione delle attrezzature, di sanificazione delle postazioni di lavoro tra un cliente e l’altro e di sanificazione giornaliera e settimanale degli ambienti di lavoro sono obbligatori per legge da oltre dieci anni.

“Possiamo quindi garantire – assicura Giannecchini – la massima applicazione dei requisiti di sicurezza e contenimento del Covid-19. Aspettare ancora per riaprire le nostre attività sarebbe stata una sciagura: le nostre imprese sono ormai allo stremo delle forze”.

Una volta uscita l’ordinanza, dall’associazione arriveranno alle imprese (così come fatto in questi mesi di chiusura) tutti i dettagli e le specifiche per potersi organizzare al meglio.

Stiamo parlando di un settore che partecipa in maniera determinante all’economia provinciale, oltre a essere essenziale per garantire il benessere della popolazione.

“In questa fase di riapertura – conclude il presidente Cna Lucca – saranno molto importanti da un lato la collaborazione delle amministrazioni municipali che dovranno concedere una maggiore libertà di orario, dall’altro una più ampia disponibilità da parte di dipendenti e collaboratori delle imprese a orari di lavoro diversificati su un arco temporale più ampio e sulla base delle esigenze organizzative delle imprese”.

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