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Una rubrica sul linguaggio di genere con la commissione pari opportunità di Barga

Nel mese di maggio sui social un approfondimento sulle terminologie corrette da usare

La commissione pari opportunità di Barga lancia per il mese di maggio l’iniziativa Parità di genere nel linguaggio lavorativo.

“Le nostre giornate – spiegano dalla commissione presieduta da Sonia Ercolini – sono ricche di notizie e comunicazioni istituzionali, veicolate sia attraverso i mezzi tradizionali sia attraverso i social e mai come oggi l’informazione corretta e il parlare civile sono sempre più importanti nel nostro quotidiano. Pertanto, vista la ricorrenza del Primo Maggio, abbiamo deciso di porre la riflessione e l’attenzione sull’uso del linguaggio nelle professioni lavorative. Spesso accade infatti che la figura femminile sia nascosta, o quantomeno subalterna, rispetto alla figura maschile nell’uso dei titoli professionali e per i ruoli istituzionali ad essa riferiti, generando così un linguaggio stereotipato, che non rispecchia l’evoluzione della nostra società”.

“La lingua – prosegue la commissione – evolve insieme ai cambiamenti che si producono a livello sociale, ma molto spesso le nuove forme linguistiche ci appaiono stridenti, sgrammaticate, non corrette, proprio perché non siamo abituati a sentirle o ad utilizzarle. Molte volte non siamo consapevoli che alcuni nomi indicanti professioni, a lungo utilizzati soltanto al genere maschile, hanno acquisito nel corso del tempo delle formazioni al femminile. Per esempio è corretto dire “ingegnere” ma anche “ingegnera” e poiché l’accesso e l’affermazione delle donne in molte professioni e cariche è relativamente recente, è corretto dire “ministro” ma anche “ministra”. Meno frequente è il fenomeno inverso, ci sono comunque mansioni storicamente femminili che prevedono oggi la versione maschile, come “ostetrica” che diventa “ostetrico””.

“L’uso dei termini femminili in ambito professionale nella lingua italiana si è finalmente allargato negli ultimi anni – prosegue la commissione – a seguito dei cambiamenti socioculturali avvenuti nel nostro paese. Il passaggio dal maschile al femminile non segue regole univoche: alcuni nomi richiedono il suffisso -essa, altri il marcatore -a, altri ancora l’aggiunta del nome “donna” davanti alla professione; si può avere anche il caso di nomi che rimangono invariati ma per i quali il genere femminile è specificato dall’articolo. Le forme, come si può ben capire, sono parecchie e forse qualche dritta linguistica in questo senso può essere utile per orientarsi nella zona fluida e in continua evoluzione che è la lingua italiana”.

“Per tutto il mese di maggio – questa l’idea – pubblicheremo una rubrica sulla nostra pagina Facebook Commissione pari opportunità Barga. A partire dal primo del mese con due appuntamenti settimanali, martedì e venerdì, condivideremo l’etimologia di professioni lavorative e la loro corretta forma al genere femminile e al genere maschile. Porremo l’attenzione su diversi settori lavorativi come industria, libere professioni, scuola, artigianato, agricoltura, pubblica amministrazione, spettacolo, sport, cultura, sanità, forze dell’ordine eccetera. Lanciamo questa iniziativa perché l’uso corretto e consapevole della lingua italiana è fondamentale per riconoscere alle donne il loro pieno ruolo nel mondo del lavoro e nella partecipazione alle decisioni istituzionali del paese. Vi invitiamo a seguirci sulla nostra pagina Facebook e ad approfondire insieme a noi le varie sfaccettature della lingua italiana”.

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