Coldiretti: “Agricoltura in Toscana giù del 41%”

L'associazione richiede subito un tavolo con Abi per sostenere le aziende

Subito un tavolo di confronto con l’Associazione bancaria italiana, sotto la cabina di regia della Regione Toscana, per garantire la continuità produttiva. La richiesta è partita da Coldiretti Toscana per trovare ogni possibile soluzione per il sostegno al credito a beneficio delle aziende agricole e agrituristiche in stato di crisi grave a causa dell’emergenza coronavirus.

“È necessaria chiarezza e la condivisione dei percorsi con gli istituti di credito anche per dare piena attuazione alle misure di sostegno finanziario contenute nel Decreto Cura Italia – dice Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana -. La Regione Toscana deve attivare tutti gli strumenti a sua disposizione per l’abbattimento degli interessi passivi e ogni altro intervento volto a sostenere le imprese agricole, agroalimentari e agrituristiche toscane in grave crisi di liquidità”.

“Servono anche risorse per indennizzare le aziende florovivaistiche dalla perdita in questa fase della produzione di fiori recisi ed in vaso e successivamente delle piante – continua Coldiretti Toscana – nel chiedere una forte campagna di comunicazione per sostenere il consumo di prodotti alimentari italiani da parte dei cittadini”.

“Lo stato di crisi causato dall’emergenza coronavirus colpisce duramente le aziende agricole e i primi interventi dovrebbero andare nella direzione di consentire la continuazione dell’attività produttiva a tutte le aziende, vista la strategicità della fornitura alimentare – aggiunge Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Toscana -. Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus l’attività, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ è crollata nel 41% delle aziende agricole e non è accettabile dunque limitare solo alle aziende con meno di 2 milioni di fatturato la sospensione dei versamenti e adempimenti fiscali e contributivi in scadenza tra l’8 ed il 31 di marzo, che vanno pagati entro il 31 maggio”.

Non manca l’esigenza di misure specifiche per salvaguardare dall’emergenza le produzioni deperibili, con la possibilità di consentire solo per un breve e limitato periodo, in via straordinaria, il congelamento del latte. Per la pesca bene il fermo volontario e l’attivazione della Cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori mentre il fondo per l’intero comparto dell’agroalimentare di 100 milioni di euro potrebbe essere sufficiente per affrontare la prima fase, ma forse non adeguato in caso di prolungamento del blocco dei mercati.

“Lo scenario è a tinte fosche – conclude Coldiretti Toscana – per gli agriturismi, le aziende florovivaistiche e agroalimentari perché il momento di criticità non accenna a rientrare, il mercato interno ed internazionale è azzerato e le strutture agrituristiche sono chiuse già da 2 settimane”.

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