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Turismo in Valle, visitatori in calo

Ponte del Diavolo1Nonostante un trend positivo a livello regionale cheha registrato ben 48 milioni di presenze nel 2018, sono una vera e propria doccia fredda i dati riguardanti i flussi turistici della Media Valle e della Garfagnana. Secondo il Rapporto sul turismo in Toscana 2018, curato da Irpet e presentato oggi (18 giugno) a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze infatti, le zone montane della provincia di Lucca avrebbero registrato un -5,9%. Motivazione principale di questo crollo, il calo di visitatori italiani.

Secondo la ricerca tra il 2009 e il 2018 il turismo ha creato in Toscana circa 22.300 posizioni lavorative in più. Nello stesso periodo il saldo tra le entrate valutarie dal turismo internazionale, al netto delle spese dei turisti toscani all'estero, è passato da 2 a 3,1 miliardi di euro (+55%). La Toscana si è dimostrata inoltre molto brava ad approfittare del trend globale di crescita degli arrivi internazionali in tutto il mondo, aumentati nel 2018 del 6% rispetto all'anno precedente, intercettando buona parte del +7% che ha riguardato l'Europa mediterranea grazie a due elementi chiave in cima alle preferenze: città d'arte e paesaggio collinare.
Gli arrivi in strutture ufficiali sono aumentati del 4,5%, le presenze intorno al 3,8%. In termini assoluti le presenze in Toscana nel 2018 hanno toccato i 48,2 mln (33 nel 1998; 41,5 nel 2008; 46,5 nel 2017). Sono i mercati esteri a dare il contributo maggiore (+4,1% presenze +5,2% arrivi). In crescita anche il mercato interno (+3,4% presenze, +3,6% arrivi). Sul fronte internazionale tre i fattori evidenziati: il fisiologico minor dinamismo di alcune nazioni e continenti ‘giovani'; la crescita della componente di domanda più matura, proveniente dall'Europa occidentale; la conferma dell'aumento dei flussi da Stati Uniti e Canada. Il primo punto riguarda in particolare Europa orientale (+7,5%, +10% 2017), Russia (+16%, +40,2 2017), Brasile (+5,8, +19,9% 2017), Argentina (-5,1%,+18,9% 2017) e Cina (+7%, +13,8 del 2017). Rispetto al secondo, in crescita le presenze da Regno Unito (+5,2%) e Francia (+4,3%), meno da Nord Europa (+2,2%) e da Olanda e Belgio (+1,3%). Buone anche le performance di Spagna, Portogallo e Grecia; meno quelle dell'area tedesco-austriaca e della Svizzera. Gli Usa restano uno dei mercati più importanti per la Toscana: +11,6% (8,1% nel 2017); molto bene anche Canada (+6,3%), Australia (+4,3%) e Nuova Zelanda (+12,5%). Sul fronte interno il 2018 segna il ritorno consistente di alcuni mercati molto rilevanti per la Toscana: Lombardia (+5.5%), che contribuisce da sola per circa un terzo alla crescita complessiva, ma anche Toscana (+2.1%), Lazio (+3,3%) e Campania (+9.8%).
Nel 2018 da evidenziare la maggior dinamicità degli ambiti che contengono le principali città d'arte (+6,8%) e quelli rurali collinari (+7,6%). Più lieve l'aumento per gli ambiti montani (+1,8%) mentre le aree balneari (+0,02%) soffrono il ritorno della competizione internazionale della sponda sud ed est del Mediterraneo, sul fronte degli stranieri in particolare. Rilevante la crescita (+5,2%) dei due ambiti contenenti le principali città termali, sebbene non ancora in grado di recuperare pienamente i livelli pre-crisi.
Firenze ed aree circostanti segnano un +50,8% delle presenze dal 2008, soprattutto grazie alla domanda extra-europea, dando un contributo alla crescita regionale del +10,9% sul complessivo +16.1% nel decennio. Tra gli ambiti d'arte più dinamici in termini di presenze Terre di Pisa (+18%), Arezzo (+13%) e Terre di Siena (+5,5%). Buona performance anche per Piana di Lucca (+4,7%). In molti casi il traino principale arriva dai turisti stranieri ma il dato è spesso influenzato dal recupero di strutture inadempienti effettuato lo scorso anno.
A crescere di più è l'ambito del Valdarno Aretino (+16,4%) grazie all'aumento delle presenze italiane (+31,4%) rispetto a quelle straniere (+10,6%). Al secondo posto nel trend l'ambito ‘Terre di Valdelsa e dell'Etruria Volterrana' (+11,7%). Seguono Val d'Orcia (+11,1%) e Val di Chiana aretina (+8,7%), ma anche qui il dato sconta il recupero delle inadempienze. Tra gli ambiti meno dinamici il Chianti con presenze comunque in aumento (+3,3%) grazie soprattutto agli stranieri (+5,5%; netta la flessione degli italiani - 5,1% dopo 4 anni consecutivi di crescita).
Segno meno per la locomotiva del sistema balneare regionale, quella Costa degli Etruschi che negli ultimi dieci anni aveva continuato a crescere quasi ininterrottamente (+12,2% le presenze) nonostante la crisi, grazie alla tenuta sul fronte interno (+0,9%) e alla spinta del turismo internazionale (+30,1%). Nel 2018 il -0,6% va in buona parte attribuito alla diminuzione degli italiani (-2,1%), non sufficientemente controbilanciata dall'aumento degli stranieri (+1,4%). Stagnazione anche per l'ambito Maremma Area Nord (-0,1%) sia sul fronte degli italiani (+0,2%) che su quello degli stranieri (-0,5%). +3% per l'ambito della Maremma grazie soprattutto agli italiani (+3,3%), con gli stranieri che crescono in misura più contenuta (+1,7%). Meno 1,3% per l'Isola d'Elba, da ripartire in parti quasi uguali tra stranieri (-1,9%) e italiani (-1%). In Versilia lieve aumento (+0,1%) tutto dovuto alla crescita degli italiani (+1,7%), controbilanciato dalla diminuzione degli stranieri (-1,9%). Riviera Apuanarealizza la peggior perdita di presenze tra gli ambiti balneari (-4,1%) a causa della diminuzione degli italiani (-4,9%), con gli stranieri sostanzialmente stabili (-0,7%). L'ambito livornese registra un +6,5%; frutto di un cospicuo aumento di stranieri (+22,5%) ed una diminuzione contenuta degli italiani (-3,1%).
Il +1,8% delle presenze è merito soprattutto degli stranieri (+4,3%), mentre gli italiani registrano una stabilità assoluta (+0,0%). Gli ambiti più dinamici sono Lunigiana (+ 27,6%), Pistoia e montagna pistoiese (+4,7%), Amiata (+2,1%). Il Casentino resta sostanzialmente fermo alle presenze del 2017. In Val Tiberina il +1,3% è frutto della forte crescita degli stranieri (+14,1%), a riequilibrare il netto calo degli italiani (-5,4%). Garfagnana e Media Valle del Serchio registrano segni negativi (-5,9%) per la diminuzione degli italiani (-11,3%) non sufficientemente controbilanciata dall'aumento di presenze dai paesi europei occidentali (+1,6%) e dal Nord America (+10,8%).
Sono gli agriturismo la tipologia ricettiva con la crescita più alta: +9,4% di presenze (+8,6% nel 2017). A seguire affittacamere e B&B (+5,8%) particolarmente apprezzati dal turismo europeo e italiano in città e borghi d'arte della regione, con profilo di spesa più contenuto. Il segmento alberghiero di fascia elevata si conferma anche nel 2018 come uno dei più dinamici: hotel a 4 stelle realizzano +5,3% (dopo il à5,8% del 2017) mentre i 5 stelle crescono un po' di meno (+3,4%) dopo l'aumento 2017 (+10,7%). Campeggi e villaggi turistici aumentano anche quest'anno le presenze turistiche: +3,3% dopo il +2,2% del 2017. Più toccate dalla stagnazione sono le Residenze turistico alberghiere che dopo un 2017 di crescita (+2%) quest'anno diminuiscono del -1,8%. Anche nel 2018 continua la crescita della capacità ricettiva della regione in termini di posti letto, seppur ad un ritmo (+1,1%) leggermente inferiore a quello medio annuo del decennio 2008-2018 (+1,2%).

Ultima modifica ilMercoledì, 19 Giugno 2019 16:24

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