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Alpi Apuane da copertina. Garfagnana protagonista su Meridiani Montagne

Alpi ApuaneI pendii colorati dalla luce del tramonto in prima pagina e un indice ricco di magnifici scatti, inchieste e reportage. Dopo ben nove anni le Alpi Apuane tornano protagoniste sulle pagine della rivista Meridiani Montagne, un numero (l’88) che oltre a rendere omaggio alla bellezza degli scorci più suggestivi delle nostre montagne pone attenzione anche alle sue aspre problematiche, forse trascurate da troppo tempo: le cave. Dopo una prima galleria di foto e piccole curiosità, ecco che troviamo il primo racconto di Matteo Serafin che, zaino in spalla, porta il figlio Mirto a scoprire l’Isola Bianca, uno dei gioielli naturalistici italiani amato da escursionisti e alpinisti fin dalla fine dell’Ottocento e che oggi conta ben 500 chilometri di sentieri. Un viaggio alla scoperta della natura e delle tradizioni che, in quattro tappe, passerà dai rifugi di Gramolazzo per terminare l’avventura tra i castagni del monte Altissimo dell’alta Versilia. Un viaggio che, come già annunciato, porterà l’attenzione anche là dove sono nate le più grandi opere d’arte del mondo.

image 11979 1 5865 1 1704L’inesauribile cantiere, questo il titolo che il periodico di Editoriale Domus diretto da Marco Albino Ferrari ha pubblicato con un’ampia inchiesta che riporta integralmente la doppia intervista rivolta a Rosalba Lepore, portavoce del coordinamento apuano e Erich Lucchetti, imprenditore e vicepresidente della sezione apuoversiliese di Confindustria. L’inchiesta, nata sempre dalla penna dello storico milanese Matteo Serafin, ci porta in particolare nella cava di Cima Gioia – una delle più grandi dell’area di Carrara – dalla quale da secoli si ricavano bene tre tipi di marmo: venato, bardiglio e arabescato.
“La contrapposizione cave-paesaggio è un grossolano falso storico”, afferma Lucchetti nel reportage pubblicato sulla rivista. Pessimista la versione di Lepore che al riguardo commenta nel servizio di Meridiani Montagne: “Se la lobby degli industriali è riuscita a far depennare questo limite dal piano di indirizzo territoriale mi sembra improbabile che poi voglia investire nella fiera locale delle lavorazioni”. Pareri a confronto, presupposti e prospettive opposte, versione che non combaciano nemmeno in tema di occupazione e costi sociali. Sul tema interviene anche il presidente generale del club alpino italiano Vincenzo Torti: “Non si può non concordare - si legge ancora su Meridiani Montagne - con strategie che affermano di tutelare distruggendo e che portano detrimento ad attività assai più sostenibili che, con un po’ di pazienza, potrebbero dare ottimi risultati”.

Ultima modifica ilGiovedì, 14 Settembre 2017 16:49

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