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Pirogassificatore, Kme ricorre al Tar

Kme"Ci riserviamo di adire le vie legali per chiedere il giusto risarcimento dei danni subiti, subenti e l'eventuale bonifica dei suoli inquinati". Così il gruppo consiliare Progetto comune commenta la notizia secondo cui Kme Italy Spa avrebbe depositato nella giornata di lunedì (8 luglio) un ricorso al Tar della Toscana contro una delibera del consiglio comunale di Barga del 9 aprile, relativa all'interpretazione autentica del piano strutturale finalizzato al rilascio di provvedimento autorizzatorio unico regionale per la realizzazione del pirogassifigatore nello stabilimento di Fornaci di Barga. Attraverso il ricorso, per altro, l'azienda ha anche chiesto i danni al Comune.

"Al momento non conosciamo le motivazioni e quali danni ha subito Kme - si legge in nota del gruppo -. L'azienda fa sul serio e lo dimostra il fatto che hanno presentato ricorso al Tar e non al presidente della Repubblica. Ora il Comune si deve costituire in giudizio e quindi dovrà affidare l'incarico ad un legale per cui nuove spese in vista (o investimenti come dichiarato dai nostri amministratori)".
"Come si usa dire 'Oltre a probabili danni subiti anche la beffa' - prosegue la nota -. Sarebbe preoccupante sapere che questo ricorso fosse già arrivato in Comune e apprendere che l'amministrazione comunale non ha minimamente avvisato i gruppi consiliari né i cittadini. Questo dimostrerebbe l'ambiguità e la mancanza di trasparenza da parte dell'amministrazione comunale in una materia così delicata e così a cuore alla popolazione. A nostro avviso, l'amministrazione di Barga, sin da subito, dovrebbe disporre l'analisi dei suoli e loro caratterizzazione per accertare eventuali danni causati all'ambiente, alla salute dei cittadini ed in particolare per accertare cause-effetti e eventuali responsabili. Tali accertamenti permetterebbero, in primis, di richiedere bonifiche e risarcimento danni da imputare agli autori dei danni provocati. Inoltre, permetterebbero, ai portatori d'interesse, cittadini e associazioni di categoria, di costituirsi quali parte offese per l'eventuale risarcimento dei danni subiti e di quelli che subiranno".
"Come già detto - conclude Progetto comune - il Comune (cioè noi cittadini) per presunti errori amministrativi, ancora da accertare da parte della magistratura amministrativa, da parte offesa diventa responsabile 'dei danni causati' e quindi potrebbe ipoteticamente essere condannato a pagare danni al momento a noi non noti. Per quanto sopra, in attesa degli accertamenti da parte del ministero della salute, nel caso venissero accertate responsabilità a carico di chicchesia, quali parte offese e portatori d'interessi, ci riserviamo di adire le vie legali per chiedere il giusto risarcimento dei danni subiti, subenti e l'eventuale bonifica dei suoli inquinati".
Non si è fatta attendere la replica dell'amministrazione che, in una nota, ha precisato che "il ricorso notificato da Kme è stato prontamente posto all’attenzione del legale che segue l’ente in tutta la vicenda ed al momento stiamo aspettando le sue valutazioni. Le notizie si danno infatti quando è possibile specificare e spiegare le azioni conseguenti. La delibera che è stata votata a maggioranza dal Consiglio comunale lo scorso 9 aprile ha semplicemente voluto ribadire quanto già contenuto nei regolamenti comunali e già evidenziato nelle osservazioni presentate alla Regione Toscana, anche a seguito di specifici chiarimenti richiesti dalla Regione stessa".
"L’unica cosa che in questa fase appare evidente - prosegue la nota del Comune - è che questa delibera, e le considerazioni assunte dal Consiglio Comunale sono fondamentali per supportare l’azione di contrasto del Comune di Barga alla realizzazione del progetto del Pirogassificatore. Il ricorso di Kme dimostra quanto la delibera potrebbe effettivamente pregiudicare la realizzazione dell’impianto e come il suo contenuto possa incidere negativamente al rilascio delle autorizzazioni necessarie".
"Rispetto alle spese da sostenere - conclude la nota - il Comune è pronto a impegnare somme quale investimento a tutela della salute e dell’ambiente. Rimanere passivi sicuramente non comporta alcuna spesa mentre l’amministrazione è pronta a sostenere in qualsiasi sede, sia politica che giudiziaria, la propria posizione senza nessuna paura delle eventuali reazioni".

Ultima modifica ilGiovedì, 11 Luglio 2019 13:38

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