Sì al pdl su distretti biologici in agricoltura

Una nuova proposta di legge per promuovere lo sviluppo della coltivazione, dell’allevamento, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari biologici secondo il modello del distretto, applicata a un sistema produttivo dunque locale, anche di carattere interprovinciale, a spiccata vocazione agricola biologica che rispetta i criteri di sostenibilità ambientale, conservazione del suolo agricolo e tutela dell’agrobiodiversità. Questo è il Distretto biologico, così come viene definito dalla proposta di legge che li disciplina e che è stata licenziata, a maggioranza, questa mattina (16 luglio) in commissione Sviluppo economico e rurale, presieduta da Gianni Anselmi (Pd). L’atto ha ricevuto il voto favorevole di Pd e M5S e l’astensione della Lega.

Nel modello di distretto si prevede un accordo tra agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni per la gestione sostenibile delle risorse locali, partendo dal modello biologico di produzione e consumo (filiera corta, gruppi di acquisto, mense pubbliche bio). Si fa una distinzione tra i soggetti che devono obbligatoriamente essere parti dell’accordo al fine del riconoscimento del distretto biologico: almeno tre imprenditori agricoli biologici e un terzo dei comuni del territorio del distretto e altri soggetti che possono, invece, aderire all’accordo come altre associazioni o altri soggetti o enti pubblici o privati. A margine della seduta, il presidente Gianni Anselmi ha precisato: “La legge segue quella sui distretti rurali, anzi, ne diventa una declinazione caratterizzata biologicamente. L’idea – afferma il presidente – è quella di consentire ai territori impegnati sulla strada del biologico di costituire questi distretti”. Tra i requisiti indispensabili per il loro riconoscimento – come ricorda Anselmi -, oltre ad una superficie minima condotta con metodo biologico pari almeno al trenta per cento rispetto alla superficie utilizzata nel distretto, devono esserci un numero minimo di produttori, si parla di almeno tre imprenditori agricoli biologici, deve essere creata l’assemblea di distretto e tutto deve essere volto a favorire l’incremento del biologico e a disincentivare l’utilizzo di prodotti fitosanitari”. Con questa proposta di legge si istituisce poi il tavolo tecnico regionale dei distretti biologici che sarà convocato almeno due volte l’anno per il coordinamento e il monitoraggio delle loro attività. L’atto passa all’ordine del giorno della prossima seduta del consiglio regionale.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Serchio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.