Progetto Rinascimento, raccolta firme contro Michelini

Una lunga e dura requisitoria. E’ quella dell’ex sindaco Massimo Betti e del suo gruppo consiliare che in una conferenza stampa al bar Borghesi ha presentato tutte le sue ricostruzione del caso rifiuti e Base Srl. Un elenco di questioni che rimbalzano verso l’amministrazione le responsabilità della gestione della vicenda e che vanno dall’illegittimità dell’azione di Base Srl il mancanza di un responsabile tecnico all’avvio di una raccolta firma per chiedere la sfiducia del sindaco Michelini.

“Sin dal primo momento, la maggioranza e la lista di opposizione di Gemignani – spiegano Betti & Co – hanno gestito la vicenda Base con atteggiamenti illegittimi o non rispettosi delle procedure previste”. “Nel consiglio comunale che ha deliberato il debito fuori bilancio – inizia la ricostruzione – al quale non potemmo partecipare essendo impossibilitati, di cui ci siamo resi conto essere palesemente illegittimo non essendo invitato l’amministratore unico per illustrare la sua posizione e per fornire ai consiglieri comunali le necessarie delucidazioni, come prevede lo statuto di Base si è scelto di aumentare il carico della Tari sia per tentare di invalidare la coraggiosa scelta di costituire Base nel goffo e ormai evidente tentativo di farla passare come macchina inefficiente, sia per coprire inefficienze interne dovute ad una cattiva gestione della macchina comunale. Una relazione della commissione di vigilanza, che doveva controllare l’operato della maggioranza, viene strumentalmente redatta ed utilizzata per giustificare la revoca dell’amministratore unico, in un’assemblea gestita in modo discutibile e illegittimo dove viene riaperta un’assemblea chiusa, nonostante l’assenza dell’amministratore unico”. “La stessa presidente della commissione di vigilanza – prosegue la nota – che doveva essere espressa dalla minoranza, viene eletta con un voto decisivo della maggioranza, con un evidente accordo sotterraneo di nessuna trasparenza; inoltre i membri di maggioranza sono membri dell’organo esecutivo (un assessore e un consigliere delegato sulle tematiche su cui la commissione deve vigilare), venendo così meno al principio della separazione dei ruoli, tra controllore e controllato. Questa Commissione anomala, tace in modo inspiegabile durante il consiglio comunale di approvazione del piano finanziario e delle tariffe Tari, nonostante esplicitamente l’articolo del regolamento che la costituisce prevede l’obbligo di intervento in tale occasione, al fine di fornire ai consiglieri comunali ogni chiarimento o dato necessario per integrare o valutare la scelta della maggioranza. Una serie continua di atti illegittimi, con comportamenti altrettanto irrispettosi delle normative sulla tutela dei lavoratori, come nel caso dell’utilizzazione di una tirocinante fuori sede, per far fronte alle disfunzioni determinatesi con la rabbiosa e ingiustificata revoca dell’amministratore unico. Su tutte questi atti abbiamo presentato una serie di interpellanze alle quali ad oggi le risposte sono assolutamente carenti”.
“Ma secondo Progetto Rinascimento la gravità della situazione continua a tutt’oggi. “L’amministratore unico designato al momento della costituzione della società – prosegue la nota – l’ingegner Giuseppe Vitiello, opera da decenni nel settore della gestione dei rifiuti ed ha consentito, grazie alla sua e sperienza e competenza, l’avviamento dell’attività affidata a Base fin dal primo giorno di attività della stessa, con importanti risultati quali il superamento del 70 per cento nella raccolta differenziata e la chiusura dei primi due bilanci economici e finanziari con utili complessivi superiori ai 250mila euro lordi. Ci saremmo aspettati che la sua sostituzione avvenisse con un professionista altrettanto esperto e altrettanto professionalmente adeguato. Ciò non solo come legittima aspettativa di chiumque abbia a cuore la sorte della società pubblica e di proprietà dei cittadini di Bagni di Lucca, ma anche perché è una precisa richiesta della legge vigente. Le società che vogliono raccogliere rifiuti, come Base, devono infatti essere obbligatoriamente iscritti ad un Albo nazionale dei gestori ambientali.Una iscrizione che è possibile solo se la società possiede fondamentali requisiti; uno di questi è la presenza di un responsabile tecnico in possesso di titoli ed esperienza riconosciuti dall’albo nazionale e pertanto abilitato a svolgere tale importante mansione, come precisamente indicato dalla legge. Il nuovo regolamento dell’albo gestori ambientali (decreto ministeriale 3 giugno 2014 numero 120) definisce meglio la figura del responsabile tecnio della gestione dei rifiuti (Rtgr). Gli articoli 12 e 13 ne spiegano nel dettaglio i compiti, le responsabilità, i requisiti e la formazione”. “L’incarico di responsabile tecnico – spiega Progetto Rinascimento – può essere ricoperto dal legale rappresentante/titolare dell’impresa, da un dipendente o da un soggetto esterno all’organizzazione. Si tratta di un ruolo non riconducibile né all’istituto della delega di funzioni (delegato) né ad una figura di supporto all’imprenditore (come quella del Rspp): è una figura tipica della normativa rifiuti oggi vigente che non ha pari con altri soggetti aziendali. Il suo compito è, ad oggi, di svolgere azioni dirette ad assicurare la corretta organizzazione nella gestione dei rifiuti da parte dell’impresa e di vigilare sulla corretta applicazione della normativa di riferimento. La presenza del responsabile tecnico in azienda è una delle condizioni necessarie a quest’ultima per essere iscritta regolarmente all’albo gestori ambientali (articolo 10, comma 4, del regolamento). Quella del Rtge è quindi una figura determinante nelle imprese iscritte all’albo: nel caso venisse a mancare l’azienda di turno rischia un procedimento disciplinare diretto alla revoca dell’autorizzazione e alla sua cancellazione. Il responsabile tecnico deve essere in possesso del requisito di “idoneità”, consistente nella dimostrazione della sua preparazione, mediante una verifica iniziale e successive verifiche quinquennali. In particolare, il responsabile tecnico deve essere in possesso – oltre che dei requisiti professionali suddivisi per categoria e classe d’iscrizione – anche dei requisiti morali soggettivi (ex articolo 10, comma 2). Il mancato possesso di uno dei requisiti previsti per l’iscrizione all’albo gestori ambientali, quale appunto la presenza di un responsabile tecnico nell’impresa, è anche penalmente sanzionato. Lo dice l’articolo 256 del decreto legislativo 152 del 2006: ‘Chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione (…) è punito con la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da 2600 euro a 26mila euro se si tratta di rifiuti non pericolosi; con la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da 2600 euro a 26mila euro se si tratta di rifiuti pericolosi”.
Di qui la requisitoria dell’ex sindaco e dei suoi fedelissimi: “Sulla base di quanto detto – spiegano da Progetto Rinascimento – ci saremmo aspettati che il sindaco, al momento della nomina del nuovo amministratore unico, si preoccupasse di individuarlo tra coloro che avessero i requisiti richiesti, così come il sindaco Betti fece al momento di costituire la società. Invece, abbiamo potuto accertare che ad oggi non è ancora stato nominato il responsabile tecnico dopo le dimissioni dell’ingegner Giuseppe Vitiello, dimissioni presentate il giorno 30 marzo, all’indomani della revoca, essendogli stato fisicamente impedito da parte del sindaco, tramite la polizia municipale, di accedere nei locali della società per poter svolgere le funzioni di responsabile tecnico previste dalla legge. C’è quindi, permanendo oramai da oltre 10 giorni, una situazione di illegittimità penalmente perseguibile nella gestione della società Base e nello svolgimento della propria attività. Vogliamo insistere su questo importante aspetto: la società, pur essendo ancora iscritta all’Albo gestori ambientali, non ha più i requisiti per poter avere questa iscrizione. Ciò è ora penalmente sanzionabile e persistendo questa situazione si può anche ipotizzare la presenza di aggravanti. Come se un mezzo in possesso dell’autorizzazione alla circolazione fosse condotto dal possessore di una patente inadeguata a tale mezzo”.
“In tali condizioni – conclude Profetto Rinascimento – la società dovrebbe fermarsi ora nella propria attività e riprenderla solo dopo aver comunicato la nomina del responsabile tecnico in possesso dei requisiti richiesti. Il nuovo amministratore unico designato dal sindaco, a quanto ci risulta, non ha questi requisiti. Quindi ci chiediamo, per quale motivo è stato chiamato a gestire la società se non può garantirne la legittima attività? Perché il Sindaco non ha indetto una normale selezione pubblica, come d’altronde prevede la legge (ancora una scelta  illegittima…) tra i professionisti in possesso di tali requisiti? E’ stata una scelta dettata dalla solita volontà di prevaricare la legge o è stata una scelta frutto di ignoranza ed incompetenza? In ogni caso, oggi, per rimediare a tale scelta, il nuovo amministratore unico dovrebbe a sua volta ricercare un professionista in grado di affiancarlo affidando allo stesso questo ruolo fondamentale di responsabile tecnico. In sostanza, mentre prima era sufficiente la presenza del solo ingegner Vitiello per garantire tutto ciò, oggi bisognerebbe avvalersi di due distinti professionisti, con evidente moltiplicazione di ruoli e costi. Un gran bel modo di gestire la società e di preoccuparsi di tutelarla e di non incrementarne i costi. La procura della Repubblica e la prefettura sono state già avvertite di questa situazione di illegittimità”.
“Il sindaco e il nuovo amministratore unico – è la conclusione del ragionamento – sono informati del rischio di essere oggetto di procedimenti penali, qualora non avessero, ingenuamente, valutato questo aspetto. Ci sentiamo però a questo punto chiamati ad agire, oltre che sottoponendo a valutazione della magistratura gli atti di questa amministrazione, anche con una importante iniziativa a tutela di questo importante patrimonio pubblico costituito da Base. Invitiamo altre forze politiche e sempre più cittadini che ormai condividono il nostro punto di vista ad avviare una raccolta di firme tra la cittadinanza per proporre al consiglio comunale la sfiducia nei confronti del sindaco Paolo Michelini e dell’amministrazione che lo affianca, per evitare che possano continuare ad operare danni a carico dell’intera collettività. Oramai è chiaro che ogni atto di questa amministrazione non è frutto di scelte ponderate e responsabili, ma solo di rivalsa nei confronti di tutto ciò che faticosamente e con successo, l’amministrazione precedente ha realizzato. Bagni di Lucca non ha bisogno di un’amministrazione che distrugge, chiude e dissuade o snobba operatori esterni che hanno investito a Bagni di Lucca, ma di un sindaco che costruisce le condizioni per un futuro migliore per tutta la cittadinanza. In sostanza chiederemo ai cittadini: è davvero questo il siindaco che volete o che credete che sia in grado di amministrare bene questa città? Dalle risposte valuteremo future iniziative”.

 

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