Tradito dal ghiaccio, vittima era nel soccorso alpino

Conosceva la montagna e le sue insidie. Nonostante la sua giovane età, era già vice capo squadra del Soccorso alpino e a febbraio sarebbe diventato un tecnico. Un esperto scalatore, purtroppo tradito da una lastra di ghiaccio, di ritorno da un’escursione sulla Pania della Croce (Leggi). Moritz Stefan Wallenstatter, originario della Germana ma da tanti anni residente con la famiglia nella frazione di S. Andrea di Foggia, a Rapallo, in provincia di Genova, è morto così. I due amici che percorrevano con lui il Vallone dell’inferno, al di sotto del rifugio Rossi, ieri pomeriggio attorno alle 15,30, lo hanno visto scivolare e precipitare di diversi metri al di sotto nella Buca della neve, un crepaccio ricoperto di ghiaccio dove l’alpinista ha perso la vita. La salma è stata recuperata questa mattina (21 gennaio) dagli uomini del Soccorso alpino di Lucca, con l’intervento dell’elisoccorso. 

Il cadavere, raggiunto dopo un’ora e mezzo di cammino in condizioni ambientali e meteorologiche proibitive, attorno alle 19 di ieri, era stato composto in serata al rifugio Rossi, perché il clima e il buio non avevano consentito un recupero in sicurezza. Stamani l’elisoccorso ha portato Moritz all’eliporto di Pieve Fosciana, dove poi è stato trasferito all’obitorio dell’ospedale Santa Croce di Castelnuovo di Garfagnana, dove in giornata sono accorsi anche i familiari: la mamma e il papà, noto medico di Rapallo e i tre fratelli del giovane studente alla facoltà di medicina.
Per i carabinieri e il Soccorso alpino si è trattata di una tragica fatalità, determinata forse da una serie di coincidenze sfavorevoli. La comitiva di cui faceva parte Moritz stava rientrando dopo una giornata in vetta. I tre avevano cambiato programma e avevano deciso di fare un’altra strada, quella purtroppo che avrebbe condotto l’alpinista di 28 anni alla morte. Per lui non c’è stato niente da fare. Il primo allarme era stato dato alle 15,40 da una guida alpina contattata dai due amici.
Ma i soccorsi sono stati molto difficili. Sono state fatte partire inizialmente due squadre del Sast, una da Querceta l’altra dalla stazione di Lucca. Nel frattempo era stato annullato l’intervento del Pegaso, che non aveva potuto avvicinarsi al luogo dell’incidente a causa della scarsissima visibilità. Dall’elicottero la squadra con il medico del Soccorso alpino era stata fatta discendere nel punto più vicino alla Buca della neve. La missione era poi proseguita a piedi in un terreno accidentato e ricoperto di ghiaccio. Soltanto poco prima delle 19 è stato possibile raggiungere l’alpinista. E’ stata tentata una manovra di rianimazione, ma è stato, purtroppo, tutto inutile.

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