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Appennino in Garfagnana, Comune unico e tre municipalità

I Comuni di Pieve Fosciana, Fosciandora e San Romano di Garfagnana corrono verso la fusione. A deciderlo sarà, come ormai noto, il referendum di domenica 29 ottobre, in vista del quale partirà, col mese di settembre, una serie di incontri sui territori per informare la cittadinanza. Lo annuncia il sindaco di Pieve Fosciana, Francesco Angelini, che definisce la fusione l’obiettivo politico più importante della sua amministrazione.

“Raggiungeremo tutte le frazioni – spiega – perché i cittadini arrivino a esprimersi con consapevolezza. La fusione permetterà di superare i limiti imposti dal patto di stabilità, di riattivare le assunzioni e i trasferimenti e, al tempo stesso, di ottimizzare i servizi e il personale. Ma, soprattutto – continua Angelini – diventare il Comune unico di Appennino in Garfagnana ci rendere un soggetto più forte e credibile nella partecipazione ai bandi per ottenere quelle risorse indispensabili a migliorare, con interventi concreti, la qualità della vita. Parlando con le persone percepisco maturità e molto buon senso: sono ottimista, quindi, sul risultato della consultazione di ottobre”. Se i tre Comuni decideranno, col referendum, per la fusione, i sindaci in carica decadranno e si aprirà una fase di commissariamento prefettizio che porterà il neo-nato Appennino in Garfagnana (questo il nome scelto per il nuovo Comune) alle elezioni della primavera 2018 per il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale. “Il Comune sarà unico ma rimarranno le tre municipalità – spiega ancora Angelini – ciascuna delle quali ospiterà un assessore. Inoltre, in ogni frazione, verrà nominato un referente che si farà portavoce delle istanze di ogni territorio con l’amministrazione comunale: nessuno dovrà sentirsi escluso. La fusione è un atto che non scalfisce affatto l’identità dei singoli paesi e delle singole frazioni. Si tratta – conclude Angelini – di trovare la quadra per intercettare opportunità e risorse, che significa anche concordare politiche comuni con le realtà territoriali del versante appenninico emiliano. Quello dell’Appennino è un territorio complesso con peculiarità storiche e paesaggistiche che vanno oltre i confini amministrativi. Il nostro compito è agire con la massima unità d’intenti per facilitare tutte quelle azioni di tutela e di sviluppo necessarie a contrastare il fenomeno dello spopolamento: opportunità di lavoro, in primo luogo, e servizi”.

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